Gods Eats Burst e Monster Hunter: tutte le differenze!
Giovedì scorso, in occasione dell’uscita, da parte di Namco Bandai di Gods Eats Burst, vi ho a lungo parlato del gioco paragonandolo, com’è ovvio che sia, alla serie capolavoro di Capcom, Monster Hunter. Potreste dunque giustamente chiedervi, in che cosa il nuovo titolo cambia e si differenzia da Monster Hunter, e perchè, allora, valga la pena comprare il nuovo Gods Eat Burst. Vediamolo insieme.
I mostri giurassici e draghi di Monster Hunter sono sostituiti da creature demoniache che hanno invaso la terra (gli Aragami), così come al posto dei cacciatori troviamo i God Eater. Armi e personoficazione dei personaggi, se non simili si assomigliano molto e si possono paragonare tra di loro. Non sono dunque queste sottigliezze a rendere unico un titolo come quello di Namco Bandai.
Sicuramente un fattore che differenzia i due titoli è l’atmosfera: mentre in Monster Hunter sembra di vivere ai tempi delle caverne, God Eater Burst il tutto è più moderno. Dite addio a giungle, vegetazione estremamente prolifere e una natura incontaminata che è presente in tutti gli ambiti, anche le armi ed i vestiti, adesso tutto è sostituito da location industriali, decadenti, o al massimo deserti sconfinati. Ma, forse, una delle novità principali è data dal fatto che i luoghi da esplorare ed in cui combattere sono più ristretti rispetto al rivale di Capcom: tutto ciò ci offre minor dispersività dei livelli e maggior compattezza, ma altresì ci permette di effettuare scontri limitati che ci fanno perdere un pò di quell’epicità tipica dei titoli di questo genere!
Un elemento che è sicuramente da non trascurare è la differenza della personalizzazione del proprio personaggio-avatar. Mentre in MH questa è davvero molto basilare, in GEB il proprio personaggio che si deve creare è altamente personalizzabile oltre che modificabile più volte durante il gioco. Infatti, è possibile scegliere tra un numero considerevole di stili di capelli, colori e oltre 70 abiti diversi (di cui si possono combinare a proprio gusto le magliette e gli short) e che possiamo, come dicevo prima, addirittura cambiare durante il gioco. Per alcuni questa possibilità non è molto interessante, ma a mio parere è sicuramente un punto a favore per lo sviluppatore, Namco Bandai Games, in quanto riesce a fornire al giocatore un maggiore livello di libertà anche in un ambito piuttosto secondario.
Ovviamente quando si parla di GEB è inevitabile che scatti subito il paragone ed il confronto con un mostro sacro del genere videoludico di cui esso fa parte: Monster Hunter, appunto. E tutto questo non fa certo male al gioco, anzi, aiuta chi non ha mai sentito parlare del titolo di Namco Bandai a farsi un’idea di cosa potrebbe trovarsi davanti (e, diciamo, aiuta anche le vendite, in fondo lo stiamo paragonando ad un mostro sacro del gaming mondiale, la saga Capcom Monster Hunter)
Immagine: ripten.com




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Data: 26 marzo 2011



